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Nuovo impianto italiano di riciclo plastica tramite pirolisi

Nella provincia di Isernia, a Pettoranello del Molise, nasce un innovativo progetto di economia circolare promosso da RES – Recupero Etico Sostenibile, azienda attiva da oltre trent’anni nel trattamento dei rifiuti. Al centro dell’iniziativa c’è la pirolisi, un processo termo-chimico che, senza combustione né ossigeno, scompone la plastica non riciclabile e la trasforma in olio pirolitico, riutilizzabile per produrre nuova plastica.



Il nuovo impianto RES, in costruzione accanto all’attuale centro di selezione rifiuti, sarà operativo nel 2026 e utilizzerà la tecnologia BlueAlp, sviluppata nei Paesi Bassi. Potrà trattare 20.000 tonnellate di plastiche post-consumo all’anno, generando circa 15.000 tonnellate di olio. Queste saranno interamente acquistate da Shell Chemicals Europe B.V., con cui RES ha siglato un accordo decennale, il primo del genere in Italia.

Il processo si concentra sulle poliolefine, come i tappi e le etichette delle bottiglie, solitamente escluse dal riciclo meccanico. A differenza del petrolio, l’olio pirolitico RES è ottenuto da rifiuti, con benefici ambientali e industriali significativi.

Il progetto si inserisce in una rete industriale integrata, che comprende lo stabilimento di Pettoranello, il Centro R&S di Pozzilli e vari impianti di selezione. Qui operano più di 80 persone – in gran parte molisane – impegnate anche nello sviluppo di biopolimeri da scarti caseari e materiali intelligenti per usi biomedicali.

Con ricavi stimati oltre i 20 milioni di euro annui, la pirolisi rappresenta per RES e per il Molise un salto di qualità: trasformare lo scarto in risorsa, fare del Sud un modello di innovazione sostenibile e posizionare la regione nella filiera europea della plastica circolare.

Lidl utilizzerà imballaggi per alimenti realizzati con plastica riciclata al 30% proveniente dall'oceano

A marzo, Lidl diventerà il primo supermercato del Regno Unito a lanciare nuovi imballaggi utilizzando la "plastica dall'oceano", plastica che altrimenti sarebbe finita nell'oceano, raccolta dalle spiagge e dalle coste del sud-est asiatico.



Secondo Lidl, tra l'80 e il 90% degli imballaggi in plastica che raggiungono l'oceano provengono dalle coste delle regioni in via di sviluppo come il sud est asiatico. La società riferisce che questa iniziativa inizialmente impedirà di introdurre nell'oceano più di 60 tonnellate di plastica all'anno, l'equivalente di 2,5 milioni di bottiglie d'acqua in plastica.

La confezione è stata sviluppata in collaborazione con Copernus, Sharpak e Bantam Materials ed è composta dall'80% di contenuto riciclato e un minimo del 30% del peso del vassoio è costituito da plastica proveniente dall'oceano.

Lidl distribuirà inizialmente l'imballaggio dal 30 marzo su prodotti a base di pesce fresco in collaborazione con il fornitore Copernus, che rappresenta oltre il 50% delle linee di pesce del discount e include pesce bianco e salmone. Il discount ha in programma di distribuire l'imballaggio su tutta la sua gamma di pesce fresco nel 2020 e sta esplorando altri usi per l'imballaggio attraverso altre linee di prodotti.

Lidl afferma di aver anche migliorato la riciclabilità dell'imballaggio, che apparentemente dirotterà oltre 200 tonnellate dalla discarica con un nuovo vassoio riciclabile. Questo imballaggio sarà ora etichettato con "Ampiamente riciclabile", in linea con le linee guida sull'etichetta di riciclaggio On Pack (OPRL), il che significa che la maggior parte dei clienti può riciclare a bordo campo.

Questo nuovo packaging fa parte delle iniziative del discount per garantire che il 50% degli imballaggi sia realizzato con materiali riciclati entro il 2025, riduca la plastica del 20% entro il 2022 e renda il 100% degli imballaggi del proprio marchio ampiamente riciclabili, riutilizzabili o riutilizzabili entro il 2025.

Georgina Hall, responsabile della responsabilità sociale delle imprese di Lidl GB, ha commentato: “Entro il 2050, ci sarà più plastica nell'oceano che pesce, secondo i dati della Ellen MacArthur Foundation. La maggior parte della plastica oceanica entra nel mare da dieci punti di ingresso principali, otto dei quali si trovano in Asia. Paesi come quelli del sud est asiatico mancano delle infrastrutture di gestione dei rifiuti per gestire questo problema, che è spesso sopraffatto dalla crescita della popolazione o dal turismo.

“Siamo orgogliosi di essere il primo supermercato del Regno Unito a introdurre imballaggi che incorporano plastica che altrimenti sarebbe finita nell'oceano, contribuendo ad affrontare direttamente il problema come parte del nostro impegno per evitare che la plastica finisca come rifiuto. Stiamo attivamente cercando di estendere questa soluzione innovativa ad altre linee di prodotti per aiutare a ridurre la quantità di plastica che finisce nei nostri oceani e mantenere sani i nostri ambienti. "

CONFEZIONAMENTO IN ATMOSFERA PROTETTIVA PER FRUTTA FRESCA E VEGETALI

Contrariamente alla maggior parte dei prodotti alimentari, la 
frutta fresca e i vegetali continuano a "respirare" anche dopo la 
raccolta. Questo processo consuma ossigeno e produce anidride 
carbonica e vapore acqueo.

La chiave per mantenere questo tipo di prodotti freschi 
confezionati per il più lungo tempo possibile è ridurre il volume 
della respirazione senza danneggiare la qualità del prodotto, il 
suo sapore e la sua consistenza.

In generale il volume della respirazione può essere ridotto 
mantenendo la temperatura bassa, con un basso livello di ossigeno 
nella confezione in atmosfera protettiva e aumentando i livelli di 
anidride carbonica.

Ma le cose non sono così semplici. Per esempio se ci fosse troppo 
poco ossigeno nell'atmosfera della confezione inizierebbe un 
processo chiamato respirazione ANAEROBICA. Questo fenomeno produce 
sapori e odori indesiderati nel prodotto e causerebbe il 
deterioramento dell'alimento.

Anche un'eccesso di anidride carbonica nel contenitore può 
danneggiare alcune varietà di prodotti.

Insieme a queste considerazioni, l'alto grado di acqua contenuta in 
queste tipologie di cibi più l'acidità intrinseca di alcuni frutti, 
può portare al deterioramento da lieviti e muffe.

I materiali di confezionamento usati per i frutti e i vegetali sono 
cruciali ed in particolare il loro grado di permeabilità o 
traspirazione.

Quando un prodotto è chiuso in una confezione ermetica, l'ossigeno 
verrà presto esaurito e si svilupperanno indesiderabili condizioni 
anaerobiche. Per contro, se il materiale fosse troppo poroso 
l'atmosfera protettiva uscirebbe facilmente e non se ne avrebbero i 
benefici desiderati.

L'obiettivo è quindi quello di ottenere il giusto EQUILIBRIO 
nell'atmosfera protettiva. In questo equilibrio l'ossigeno e 
l'anidride carbonica POSSONO passare all'interno e all'esterno 
della confezione in modo che l'ossigeno consumato dalla 
respirazione all'interno venga SOSTITUITO dall'ossigeno esterno, e 
allo stesso modo l'anidride carbonica venga mantenuta.

La foratura della confezione  è una delle soluzioni per controllare 
l'atmosfera all'interno della confezione, i fori sono un sistema 
per guidare un trasporto continuo di ossigeno all'interno della 
confezione. Allo stesso tempo l'anidride carbonica può uscire dalla 
confezione.

La dimensione dei fori deve essere adattata al prodotto, al film di 
confezionamento e non ultimo alla temperatura di distribuzione.

La più innovativa tecnologia per la perforazione dei film di 
saldatura è il laser. Con il laser è possibile praticare dei fori 
sul film da 10 micron fino a 200 micron. La perforazione laser fa 
dei tipici fori ovali. Il grande vantaggio della tecnologia laser è 
quella di poter controllare facilmente la dimensione dei fori. 


Un altro  vantaggio dell'atmosfera protettiva è che riduce la 
naturale produzione da parte dei frutti e dei vegetali di un gas 
chiamato etilene che velocizza il processo di maturazione.

Per una confezione di insalata mista per esempio, una miscela 
equilibrata può essere composta da 5% di ossigeno, 15% di anidride 
carbonica e 80% di azoto. Questa miscela può allungare la durata 
del prodotto fino a 8 giorni, lo stesso prodotto conservato 
"all'aperto" potrebbe conservarsi al massimo per 4\5 giorni.

L'atmosfera protettiva può avere vistosi effetti sull'imbrunimento 
della frutta e verdura tagliati come ad esempio nelle patate e nelle 
mele. Questo imbrunimento è il risultato di una reazione ossidativa 
causata da enzimi che vengono rilasciati quando la polpa è 
danneggiata. In questo caso una miscela di anidride carbonica e 
azoto nella confezione, senza ossigeno, può prevenire 
l'imbrunimento per diversi giorni contro i soli pochi minuti o ore 
all'aria aperta. 

Un altro sistema interessante per la conservazione soprattutto della frutta fresca è il trattamento ad alte pressioni in cui gli alimenti già confezionati vengono messi in una camera iperbarica e trattate fino a 6000 atmosfere per abbattere la carica batterica senza dannegiare le caratteristiche organolettiche dell'alimento.

FILM MATTATO

Il film mattato è un particolare tipo di film flessibili per imballaggio che ha delle particolari caratteristiche di opacità.



Sul film mattato la trasparenza rimane "satinata" mentre la stampa rimane meno lucida, il prodotto confezionato con questo tipo di film ha un'immagine più artigianale e meno industriale. Specialmente nel settore food vengono impiegati per arricchire il packaging del prodotto.



I film mattati esistono ormai in diversi spessori e possono essere facilmente stampati in flessografia.

Questi particolari tipi di film possono essere utilizzati su confezionatrici orizzontali flowpack o imbustatrici verticali automatiche.

La possibilità di accoppiare il film mattato con altri film barriera offre la possibilità di confezionare in atmosfera protettiva aumentando la shelf-life del prodotto alimentare.

Trovate maggiori informazioni sulle confezionatrici o prodotti per il confezionamento su https://flpack.weebly.com/

IMBALLAGGI FLESSIBILI

Gli imballaggi flessibili sono una delle poche voci a non sentire la crisi di questi anni. In effetti il mondo degli imballaggi flessibili è immenso, visto che passa dalla carta, ai film di alluminio ai film accoppiati in plastica.
Gli imballaggi plurimateriale possono essere prodotti con diverse tecnologie dalla laminazione, all'accoppiamento alla coestrusione.

Grande impiego degli imballaggi flessibili è destinato alle confezionatrici verticali per formare buste, spesso per prodotti freschissimi come la quarta gamma, in questo caso i film formano completamente il packaging e vengono stampati in flessografia o in rotocalco con eccellenti risultati estetici per il packaging.

Consumi meno elevati invece si registrano nell'impiego di imballaggi flessibili per la termosaldatura su vaschette. In questo caso la superficie principale è coperta dal contenitore rigido, mentre il film ha un'importante funzione di marketing. In questo caso si usano spesso film pelabili  per facilitare l'apertura della confezione.

Per i prodotti alimentari poi bisogna tenere ben presente la durata del prodotto che si deve confezionare. Per prodotti freschi o con breve conservazione si utilizzano normalmente materiali MONOSTRATO con costi inferiori. Se invece la conservazione deve essere più lunga vengono utilizzati materiali ACCOPPIATI con l'inserimento di elementi BARRIERA (EVOH e OPA). La barriera permette di rallentare la permeabilità del film di confezionamento. I film barrierati sono particolarmente impiegati nel confezionamento in atmosfera protettiva per mantenere i gas all'interno della confezione. Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità.

Nel confezionamento di alcuni prodotti alimentari come la carne fresca, la pasta e la frutta può essere importante utilizzare imballaggi flessibili ANTIFOG. Questi film di termosaldatura sono trattati in modo da indurre la condensa nella confezione a raggrupparsi in gocce di grandi dimensioni. In questo modo le gocce di condensa sono più pesanti, ricadono nella confezione lasciando più pulita e trasparente la superficie del film, e facendo vedere meglio il prodotto all'interno.

Gli imballaggi flessibili vengono utilizzati per il confezionamento di molti prodotti alimentari. Surgelati, dolci, biscotti, caffè, snack, pasta fresca, riso: tutti gli alimenti sono adatti agli imballaggi flessibili che permettono di migliorarne la conservazione e la durata. I materiali per i surgelati, ad esempio, devono resistere a temperature molto basse (anche -35°) e devono essere resistenti all’acqua. In altri casi, più che la resistenza conta la flessibilità, come nel caso di biscotti e snack, in cui è fondamentale ottenere confezioni facilmente apribili e richiudibili.

Gli imballaggi flessibili sono quindi una parte importante del confezionamento e vengono utilizzati con le diverse confezionatrici per ottenere risultati sempre migliori.

Per avere maggiori informazioni sui film flessibili: https://flpack.weebly.com/film-flessibili.html

FILM PER IL CONFEZIONAMENTO

I film flessibili di termosaldatura sono la prima cosa che il cliente vede di un prodotto, devono quindi renderlo attraente e appetibile.

I film per termosaldatura possono essere neutri o stamapati. La stampa dei film ha ormai raggiunto elevati standard di qualità e precisione.

La stampa dei film flessibili avviene su macchine rotative e può essere a ROTOCALCO o FLESSOGRAFICA.

La stampa rotocalco è una stampa incavografica (la parte stampata è un incavo rispetto alla parte non stampata) e rotativa.
L’inchiostro viene trasferito sul film attraverso un sistema modulare di cellette di diversa profondità. Più le cellette sono profonde, più inchiostro possono contenere e più scura sarà la stampa. È questo il motivo principale della brillantezza della stampa rotocalco: l’inchiostro infatti non viene pressato (flessografia)  ma prelevato dal film mantenendo le caratteristiche di brillantezza e coprenza.

Cliché flexo (foto tratta da wikipedia)
La flessografia o, più brevemente flexo, è un metodo di stampa rotativa, che usa lastre matrici a rilievo di gomma o di materiali fotopolimerici, detti cliché.

La stampa dei film a rotocalco richiede tirature molto elevate e ha dei costi mediamente più alti.
Mentre la flessografia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante migliorando decisamente la qualità della stampa.

 Le rotative flessografiche di nuova generazione permettono di stampare anche 3\400 kg di film alla volta con prezzi notevolmente contenuti.
Normalmente i film stampati sono sempre accoppiati e la stampa viene effettuata all'interno dei due strati (a sandwich) per evitare il passaggio degli inchiostri sulla parte interna e quindi sugli alimenti.

Un'altra considerazione fondamentale va fatta riguardo alla durata del prodotto da confezionare. Per prodotti freschi o con breve conservazione si utilizzano normalmente materiali MONOSTRATO con costi inferiori.
Se invece la conservazione deve essere più lunga vengono utilizzati materiali ACCOPPIATI con l'inserimento di elementi BARRIERA (EVOH e OPA). La barriera permette di rallentare la permeabilità del film di confezionamento.
I film barrierati sono particolarmente impiegati nel confezionamento in atmosfera protettiva per mantenere i gas all'interno della confezione.
Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità.

Per alcuni prodotti alimentari come la carne fresca, la pasta e la frutta può essere importante utilizzare film ANTIFOG.
Questi film di termosaldatura sono trattati in modo da indurre la condensa nella confezione a raggrupparsi in gocce di grandi dimensioni.
In questo modo le gocce di condensa sono più pesanti, ricadono nella confezione lasciando più pulita e trasparente la superficie del film, e facendo vedere meglio il prodotto all'interno.  

Esistono poi il film pelabile come abbiamo avuto già modo di presentare in un nostro precedente post su questo blog. Per leggerlo cliccate qui.


ALCUNI TIPI DI FILM PER LA TERMOSALDATURA: 


                                                                               Buona Barriera all’umidità 
    PP  BIORIENTATO                              Buona Rigidità
   Non ha barriera ai gas
          

  Buona Barriera all’umidità
   PP  COESTRUSO                         Termosaldante
Esiste anche in versione antifog         Non ha barriera ai gas

                                                                               Buona Barriera all’umidità    
PP  BIORIENTATO                             Termosaldante
     LACCATO                                       Buona  barriera ai gas


 Ottima  Barriera all’umidità
PP  COESTRUSO                        Termosaldante
     METALLIZZATO                       Media  barriera ai gas

                                                                          Buona Barriera all’umidità Alti spessori   
PP  CAST                                             Termosaldante   e Termoformabile
 Non ha barriera ai gas




Buona Barriera all’umidità Alti spessori
    POLIETILENE                                Termosaldante  e  Termoformabile
BASSA DENSITÀ                              Non ha barriera ai gas



                                                                           Buona barriera all’umidità
    POLIETILENE                                Termosaldante  e  Termoformabile
ALTA DENSITÀ                                 Ottima rigidità
                                                        Non ha barriera ai gas


Buona Barriera all’Umidità Alti spessori
    POLIETILENE                                Termosaldante  e  Termoformabile
CON EVOH                                          Ottima  barriera ai gas


    
PET (Poliestere)                           
Buona barriera ai gas e all’Umidità
Ottima rigidità
Esiste anche in versione laccata  e metallizzata per aumentare ulteriormente la barriera
        

                                                                           
Scarsa barriera all’Umidità
   PA BIORIENTATA                      Buona barriera ai gas
(Poliammide/nylon)                     Buona resistenza alla punturazione
                                                             Esiste anche in versione metallizzata e chimica


                                                                       
Scarsa barriera all’Umidità
     PA  CAST                                    Buona barriera ai gas
                     (Poliammide/nylon )                 Termoformabile            





I film flessibili possono essere utilizzati su diverse confezionatirci, sia come "top" sulle termosaldatrici per vaschette oppure possono costituire l'intera confezione come quando vengono impiegati nelle imbustatrici verticali o flowpack.


Dal punto di vista tecnico bisogna quindi scegliere i materiali più adatti alle caratteristiche peculiari di ogni prodotto alimentare. Gli sviluppi tecnologici offrono sempre nuove opportunità.


I film flessibili per il confezionamento sono quindi un elemento fondamentale del confezionamento e del marketing che deve saperne sfruttare sapientemente le superfici con una grafica accattivante.



Per avere maggiori informazioni sui film flessibili: http://confezionatrici.altervista.org/film.html

FILM PELABILE

Il film pelabile è un film per la termosigillatura di vaschette che si toglie dal contenitore a cui è saldato semplicemente tirandolo. In inglese questi film vengono chiamati "easy-peel" e sono un grande vantaggio per il consumatore che non deve cercare coltelli o altri strumenti per aprire la vaschetta e consumare l'alimento.

La pelabilità al film viene data da una resina alimentare che viene spalmata o estrusa con il film  questa particolare resina ha una durata ben definita dopo di chè perde il suo effetto di pelabilità. I film pelabili hanno una durata media di 6 mesi, trascorso questo tempo il film può essere utilizzato ugualmente ma senza più l'effetto "easy-peel".
Per lo stoccaggio del film pelabile è meglio prevedere luoghi freschi e con poca luce per non perdere le caratteristiche di pelabilità.

I film pelabili sono utilizzabili su tutte le normali termosaldatrici automatiche o manuali. La confezione dovrebbe prevedere una linguetta di facile apertura che agevola il consumatore nell'apertura della vaschetta.

Il film pelabile viene spesso usato nel confezionamento in atmosfera protettiva di alimenti freschi per agevolare nell'apertura della vaschetta il consumatore con in questo modo non deve munirsi di coltelli o altri utensili.

Per maggiori informazioni: www.lpspack.com

NUOVO FILM PER CONFEZIONAMENTO

  Il VTT, il più grande istituto di ricerca applicata del Nord Europa con sede in Finlandia (VTT), ha reso noto di aver creato un film per il confezionamento.
Questo particolare film grazie ad uno speciale procedimento produttivo possiede un'alta barriera senza bisogno di essere accoppiato con l'alluminio. Diventa quindi un imballaggio monomateriale, più facilmente riciclabile e molto più leggero.
I campi di applicazione di questo film al momento sono svariati soprattutto nel settore del confezionamento alimentare.

Per maggiori informazioni: http://www.vtt.fi/news/2010/03242010.jsp

INNOVAZIONE E CONFEZIONAMENTO

Dopo gli anni del pionierismo il packaging sta vivendo anche in Italia un forte periodo innovativo.

Le novità e i vantaggi sono distribuiti sui vari attori del processo di confezionamento e consumo:

Vantaggi per i produttori come per il nuovo sistema per termosaldare dei coperchi direttamente sulle vaschette in atmosfera protettiva dando la possibilità di impilare un maggior numero di contenitori e di proteggere maggiormente i prodotti. Sistema implementato sulle termosaldatrici in linea.

Nuovi materiali che aumentano i vantaggi per i consumatori come le vaschette da forno e film che resistono a temperature di 220°C; molto diffusi in paesi come Francia e Inghilterra permettono la produzione di piatti pronti solo da scaldare per il consumatore che può scegliere sia il forno a microonde che quello tradizionale.In Italia devono ancora essere scoperti dal grande mercato.

Oppure vantaggi per l'ambiente come il PLA (bioplastica derivata dal mais) che permette di produrre vaschette e film completamente compostabili. Ancora poco diffuso in Italia potrà dare nei prossimi anni grandi vantaggi per la soluzione del problema dei rifiuti.

Oppure ancora nuove macchine confezionatrici che permettono la creazione di confezioni molto personalizzate e di alto valore estetico anche partendo da una confezione semplice come una busta.

Momenti di crisi come questi richiedono un impegno sempre maggiore nell'innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni che esistono già ma spesso sono difficili da conoscere, per avere maggiori informazioni sulle novità menzionate potete visitare il sito: http://confezionatrici.altervista.org, oppure scrivere a lpspack@vds.it.

VASCHETTE IN POLIPROPILENE

Le vaschette in polipropilene o PP sono sicuramente le più diffuse nel confezionamento alimentare. Con questo materiale vengono prodotte soprattutto vaschette ad iniezione perché la termoformatura del polipropilene è più difficile di altri materiali

Essendo uno dei tipi di vaschetta largamente più diffuso è relativamente più economico e quindi uno dei più utilizzati sulle confezionatrici per atmosfera protettiva.

Anche i film di saldatura che vengono utilizzati sulle confezionatrici per termosaldare le vaschette in PP sono molto diffusi e si possono trovare anche in quantitativi bassi.

Le vaschette realizzate in PP sono facili da trovare e la gamma dei formati è molto ampia. La possibilità di reperire sul mercato molti formati di vaschetta permette di personalizzare il packaging anche con consumi relativamente bassi.

Il polipropilene non ha una grande barriera ai gas, viene quindi utilizzato per confezionare alimenti freschi o con durate relativamente brevi (fino a 25gg.).

Queste vaschette vengono ad esempio utilizzate nel confezionamento di pasta fresca pastorizzata, per confezionare gastronomia fresca o per termosaldare in atmosfera protettiva la salsiccia.

Le vaschette in PP non sono molto trasparenti anche se negli ultimi anni la tecnologia dello stampaggio ad iniezione è migliorata notevolmente in questo senso.

Grazie alle proprietà del polipropilene le vaschette realizzate con questo materiale resistono alla pastorizzazione (90°C) e con mescole particolari possono raggiungere anche i 120°C.

Le vaschette in polipropilene possono essere saldate su qualsiasi
.

Per maggiori informazioni su confezionatrici o materiali di confezionamento: http://confezionatrici.altervista.org

IL CONFEZIONAMENTO

Il confezionamento dei prodotti alimentari diventa sempre di più un’esigenza. La grande distribuzione richiede prodotti confezionati, il packaging deve essere particolare ed accattivante per essere individuato sullo scaffale. I consumatori vogliono confezioni sempre più ergonomiche e piccole per esigenze di praticità.

Ma il confezionamento non è solo un’esigenza di marketing per rendere più attraente il prodotto con packaging originali è anche, soprattutto un sistema per allungarne la shelf life ( vita del prodotto prima del consumo).
Diventa quindi sempre più importante l’impiego di sistemi di confezionamento adatti a modificare l’atmosfera all’interno delle confezioni. Creando un ambiente ostile alla proliferazione batterica.
Poco importa che il packaging sia una busta o una vaschetta, l’atmosfera modificata è stata una vera e propria rivoluzione nella conservazione degli alimenti.
Confezionare il proprio prodotto in una vaschetta permette di proteggerlo soprattutto dai rischi meccanici derivanti dalle manipolazioni e dai colpi durante il trasporto. Anche se l’investimento è maggiore la vaschetta è un packaging molto resistente e protettivo.
Le buste hanno il vantaggio di essere una confezione più economica anche se non sono in grado di offrire la stessa protezione delle vaschette. Dal punto di vista estetico i sistemi di confezionamento più evoluti sono in grado di realizzare un packaging molto bello anche con le buste, come quelle a fondo quadro o stabilo-bag.

In questo sito cerchiamo di raccogliere tutte le informazioni riguardante gli aspetti più diversi delle macchine confezionatrici e dei materiali per il confezionamento, sia in atmosfera protettiva che non.

Per maggiori informazioni: http://www.lpspack.com/

FILM PER IL CONFEZIONAMENTO

E' sicuramente difficile fare una panoramica breve sui moltissimi materiali plastici impiegati per il confezionamento. In generale tutti derivano dalla lavorazione del petrolio, la composizione chimica però viene cambiata per ottenere prestazioni diverse. La scelta della plastica più idonea può essere determinata da diverse esigenze:

In primo luogo bisogna considerare la necessità di TRASPARENZA della confezione o della stampa del materiale. In entrambe le direzioni sono stati fatti passi da gigante arrivando praticamente alla stessa trasparenza del vetro, e dall'altra con il miglioramento dei macchinari da stampa.

Un altra considerazione fondamentale va fatta riguardo alla durata del prodotto da confezionare. Per prodotti con breve conservazione o in cui questa non sia importante (confezionamento di prodotti non alimetari) si utilizzano normalmente MONOMATERIALI con costi inferiori e un'ottima resistenza nel proteggere il prodotto. Se invece la conservazione è importante i materiali ACCOPPIATI sono sicuramente più adatti al confezionamento. Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità. Un pò più complicata è la scelta dei materiali che hanno la capacità di trattenere l'atmosfera modificata all'interno della confezione.

Diventa dunque importante avere una consulenza sempre pronta e preparata che possa aiutarvi ad indirizzare le vostre scelte, valutando il miglior rapporto qualità prezzo adatto al vostro confezionamento.

COSA BISOGNA SAPERE SUI MATERIALI?

E' sicuramente difficile fare una panoramica breve sui moltissimi materiali plastici oggi esistenti idonei al confezionamento. In generale tutti qualli che si usano sulle macchine confezionatrici derivano dalla lavorazione del petrolio , la composizione chimica però viene cambiata per ottenere prestazioni diverse. La scelta della plastica più idonea può essere determinata da diverse esigenze:

In primo luogo bisogna considerare la necessità della TRASPARENZA o della stampa del materiale di confezionamento. In entrambe le direzioni sono stati fatti passi da gigante arrivando praticamente alla stessa trasparenza del vetro, e dall'altra con il miglioramento dei macchinari da stampa.

Un altra considerazione fondamentale va fatta riguardo alla durata del prodotto da confezionare. Per prodotti con breve conservazione o in cui questa non sia importante (prodotti non alimetari) si utilizzano normalmente MONOMATERIALI con costi inferiori e un'ottima resistenza nel proteggere il prodotto. Se invece la conservazione è importante i materiali ACCOPPIATI sono sicuramente più adatti. Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità. Un pò più complicata è la scelta dei materiali che hanno la capacità di trattenere l'atmosfera modificata all'interno della confezione.

Diventa dunque importante avere una consulenza sempre pronta e preparata che possa aiutarvi ad indirizzare le vostre scelte verso i materiali di confezionamento migliori e le confezionatrici consone alle vostre esigenze, valutando il miglior rapporto qualità prezzo adatto al vostro confezionamento.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.lpspack.com

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